Sesso orale per diventare uomo: un viaggio nei rituali dei Sambia

Cosa vuol dire essere un uomo e come lo si diventa? Ogni società e perfino ogni persona può rispondere in modo diverso a seconda della sua provenienza e delle sue convinzioni. Spesso, comunque, un vero uomo è caratterizzato da forza fisica, caratteriale e spirituale, il cui sviluppo è affidato alla crescita, all’educazione o a precisi riti di passaggio. Se in un’isola c’è chi si prepara a diventare adulto con il bungee jumping e rischia di rompersi l’osso del collo, c’è un altro posto nel mondo dove i ragazzi crescono solo se ingoiano il seme. Non quello delle piante.
Succede nelle Highlands, l’altopiano che attraversa l’isola della Nuova Guinea, a nord dell’Australia. Qui sono ancora molte le società tribali la cui cultura è rimasta relativamente immutata rispetto a cento o mille anni fa. Il popolo dei Sambia ne è un esempio. Questi 2500 indigeni che abitano in villaggi sparsi nella foresta impervia delle Highlands orientali hanno sviluppato – e mantengono in parte oggi – un sistema di complessi e antichi rituali che consentirà ai loro giovani di assumere la jerungdu, la forza spirituale del vero uomo.

La terra del popolo Sambia, Nuova Guinea – Fonte

I riti di passaggio
Dall’età di nove anni, un bambino Sambia è sottoposto a una serie di prove che iniziano con il violento inserimento nelle narici di bastoni appuntiti per stimolare il sanguinamento. Gli aspiranti uomini dovranno poi subire percosse, anche con l’uso di ortiche, il tutto con lo scopo di sfidarli a resistere al dolore. Lo stesso vale per un altro popolo della Nuova Guinea, i Kaningara, che si incide centinaia di volte la pelle per poi lasciarla cicatrizzare e somigliare a quella di un coccodrillo.

Sopportare il dolore non è però l’unica prova. Il culmine dei rituali Sambia consiste nelle ripetute fellatio che gli adolescenti dovranno concedere ai maschi adulti del villaggio. Non essendoci niente di più maschile dello sperma, la forza spirituale degli uomini, jerungdu, è per forza nel seme, che va anche ingoiato al termine dell’atto affinché possa crescere anche nei futuri adulti. L’antropologo Gilbert Herdt, a cui dobbiamo molto della nostra conoscenza dei Sambia, notò che questi riti non rappresentavano fonte di imbarazzo, bensì di orgoglio. Questi possono tra l’altro continuare per molti anni, anche 10 o 15, fino a che il ragazzo sarà considerato uomo e si sposerà con una donna.

Danza delle tribù Sambia – Fonte

Già, le donne…
In Nuova Guinea la società è patriarcale e l’influenza della donna è tanto disprezzata che in molte tribù durante il periodo mestruale questa viene isolata in un’apposita capanna. Il fatto di dover trascorrere così tanti anni ad assumere e assorbire – è il caso di dirlo – lo spirito degli altri uomini è anche un deterrente all’effemminazione del bambino. Quando poi l’uomo Sambia si sposa e smette di praticare e di farsi praticare sesso orale, non è per fedeltà alla sua donna: gli indigeni ritengono nefasta l’influenza dei genitali femminili sul pene maschile e non vogliono che questa venga trasmessa ai bambini che a loro volta stanno iniziando i rituali.

La ritualizzazione dell’omosessualità
Tutto questo avviene in un paese, la Papua Nuova Guinea, che considera ancora oggi reato l’atto omosessuale e lo punisce con il carcere. I Sambia vivono però tra le loro montagne senza troppi disturbi da parte delle autorità, il che indica come, nella foresta vergine (parola inadatta per questo articolo) della Nuova Guinea, ancora tutto funzioni in modo relativamente uguale a quando ancora questi indigeni non conoscevano popoli al di fuori di loro. Gli stessi Sambia sono tra l’altro considerati Cristiani e celebrano regolarmente la messa, salvo poi mantenere il costume di questa omosessualità ritualizzata. Questa verrà sostituita dall’eterosessualità senza che questo costituisca una contraddizione, ma un necessario passaggio di crescita del ragazzo verso lo stato di uomo.

C’è poco da dire: quando alcune donne affermano che tanti, troppi uomini pensano solo a quella cosa, è perchè non hanno mai parlato con un Sambia.

 

Fonti dell'articolo

Gilbert Herdt, Ritualized homosexuality in Melanesia, 1993

Wikifoundry

UCLA Division of Social Sciences

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